Science Compass | Quali sono le tipologie principali di registri dei pazienti e come sta evolvendo lo scenario dei registri nel contesto globale? Il ruolo delle organizzazioni dei pazienti e il significato e l'impatto del loro coinvolgimento nella costruzione dei registri
Quali sono le tipologie principali di registri dei pazienti e come sta evolvendo lo scenario dei registri nel contesto globale? Il ruolo delle organizzazioni dei pazienti e il significato e l'impatto del loro coinvolgimento nella costruzione dei registri
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Registri dei pazienti: scenario in evoluzione

Quali sono i tipi di registri dei pazienti che si possono realizzare e qual è il ruolo dei diversi soggetti che se ne fanno promotori?

 

Tradizionalmente, i registri si dividono in due tipi:

1) registri generati da ricercatori o istituzioni cliniche/di ricerca allo scopo di raccogliere dati da utilizzare in un programma di ricerca specifico.

2) i registri generati e gestiti dai pazienti e dalle loro organizzazioni.

Il significato, lo scopo e le caratteristiche di questi ultimi sono sovrapponibili a quelli dei primi ma con una differenza: nel secondo caso, pazienti e familiari mantengono – per il tramite delle loro organizzazioni – un controllo sulla gestione e raccolta dei dati, sull’infrastruttura informatica e sulla diffusione dei risultati.

Negli ultimi anni è aumentato considerabilmente il numero di organizzazioni che si sono impegnate nella creazione di registri assumendosi il compito di mantenere la collezione dei dati e custodirla in nome e per conto dei pazienti.

Una recente indagine condotta negli Stati Uniti da FasterCures (www.fastercures.org) ha identificato almeno 110 registri creati e gestiti da organizzazioni di pazienti. In molti casi si tratta di strumenti che sono partiti come semplici fogli di contatto per tracciare i pazienti, e che nel tempo sono evoluti diventando importanti fonti di dati in grado di supportare la ricerca biomedica e di migliorare la presa in carico e l’assistenza dei pazienti.

Di pari passo è cresciuta l’esigenza di includere il parere dei pazienti e dei famigliari all’interno dell’agenda della ricerca biomedica e dell’assistenza: si parla di centralità del paziente intendendo i contributi concreti in termini di dati e conoscenze che i pazienti possono mettere a disposizione della ricerca. In quest’ottica, i registri sono strumenti essenziali per raccogliere anche i dati riportati direttamente dai pazienti.

Nonostante gli esperti sollevino alcune preoccupazioni sull’efficacia dei registri alimentati dai pazienti – in particolare sostenendo che solo una minoranza di persone sia davvero in grado di partecipare alla compilazione del registro e che i dati inseriti possano essere viziati o non standardizzati – questi registri possono permettere di realizzare ricerche che soddisfano le esigenze dei pazienti e delle famiglie. Inoltre, generalmente questi registri sono supportati da commissioni tecnico-scientifiche formate da clinici e ricercatori esperti della malattia che garantiscono una funzione di controllo sulla qualità dei dati e sul loro utilizzo.

Non a caso, nella dichiarazione congiunta EURORDIS-NORD-CORD sui 10 principi fondamentali per realizzare registri nel campo delle malattie rare, è sottolineata l’importanza di includere nei registri insieme ai dati annotati dai medici anche i dati riportati direttamente dai pazienti.

Volendo riassumere, i registri alimentati dai pazienti presentano alcuni vantaggi concreti:

Maggiore rapidità e flessibilità di acquisizione e aggiornamento del consenso al trattamento dei dati: è il paziente stesso che dopo aver letto e compreso l’informativa decide se aderire (l’intero processo si svolge on-line);

Maggiore livello di partecipazione: i pazienti sono più inclini a condividere dati e informazioni se mantengono un ruolo attivo e ricevono riscontri periodici dal registro. Inoltre, svolgono a loro volta un’importante funzione di ingaggio presso i loro medici di riferimento, sollecitandone la partecipazione e il contributo nella compilazione dei campi più “tecnici”;

Maggiore possibilità di garantire risorse per lo sviluppo e il mantenimento a lungo termine del registro: le organizzazioni dei pazienti sono motivate a raccogliere fondi e destinare risorse al registro se lo strumento rimane sotto la propria responsabilità e serve agli scopi e ai bisogni della propria comunità;

Maggiore possibilità di includere contributi provenienti da centri clinici diversi e maggiore collaborazione tra gli addetti ai lavori: un registro gestito dall’organizzazione dei pazienti, che custodisce i dati in nome e per conto di quest’ultimi, non è oggetto di competizioni tra gli addetti ai lavori e facilita la collaborazione tra essi.

In questo scenario, le organizzazioni dei pazienti giocano necessariamente un ruolo sempre più centrale: esse, infatti, non si limitano più al solo finanziamento del registro ma sono perni importanti di tutto il processo di realizzazione, custodi dello strumento e della collezione dei dati, garanti degli interessi della comunità per la quale operano e veicolo di ingaggio e condivisione con i partecipanti, sia medici/ricercatori che pazienti.

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