Science Compass | Impatto della ricerca biomedica
Come si misura l’impatto sociale della ricerca scientifica? Ossia le ricadute pratiche che la ricerca accademica ha sulle condizioni di vita delle persone e sulla società nella sua interezza. Ed è, l’impatto, un parametro affidabile per stimare la qualità della ricerca?
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Impatto verso qualità della ricerca biomedica

Come si misura l’impatto sociale della ricerca scientifica? Ossia le ricadute pratiche che la ricerca accademica ha sulle condizioni di vita delle persone e sulla società nella sua interezza. Ed è, l’impatto, un parametro affidabile per stimare la qualità della ricerca?

 

Nel Regno Unito, che spesso è all’avanguardia in queste cose, la valutazione degli Istituti di ricerca per l’assegnazione dei fondi pubblici si basa anche sull’impatto che questa ha avuto al di fuori del mondo accademico, nelle interazioni con la società. Quindi abbiamo già una prima risposta: misurare la ricerca sulla base del suo impatto sociale è possibile e viene fatto.

Qualcuno poi è si è chiesto se impatto e qualità della ricerca andassero di pari passo e ha fatto un’analisi dei risultati emersi dal Research Excellence Framework 2014. Ne è emerso che se l’impatto è la misura degli effetti che quella ricerca ha prodotto fuori dal mondo accademico, la qualità di un progetto è invece un parametro che si valuta in un processo tutto all’interno della comunità scientifica, attraverso la revisione tra pari (peer-review).

Dato che il terreno su cui si valuta l’impatto della ricerca e quello in cui si misura la sua qualità sono tanto diversi, è lecito chiedersi se una ricerca con un alto impatto sia anche valida dal punto di vista scientifico, o se invece la necessità di spingersi verso aspetti più applicativi indebolisca la qualità effettiva del progetto. Per quanto difficile da valutare, le indagini condotte hanno portato ad affermare che esiste una correlazione tra i valori di impatto e di qualità che le commissioni inglesi hanno attribuito alla ricerca di un istituto in una determinata area: malgrado molte eccezioni e variabili in campo, la tendenza generale ha visto i lavori di alta qualità essere abbinati a elevati punteggi di impatto. Gli autori della ricerca, però, non nascondono il timore che, continuando a valutare impatto e qualità in modo separato, si rischi di creare delle correnti nelle carriere dei ricercatori: quelli particolarmente apprezzati dalla comunità scientifica ma i cui studi sembrano vivere al di fuori del contesto sociale, e quelli con più presa sulla società ma percepiti come carenti dal punto di vista qualitativo.

Al di là di queste considerazioni generali, ci sono ambiti, in particolare quello biomedico, in cui di impatto si parla da tempo. E si fanno valutazioni che vanno oltre la distribuzione dei fondi a questo o a quell’altro istituto, arrivando perfino a parlare i veri e propri sprechi. Secondo la rivista The Lancet, infatti, “l’85% degli investimenti nella ricerca biomedica non produce adeguate evidenze per l’assistenza sanitaria e, di conseguenza, non fornisce alcun contributo nel migliorare la salute delle persone, generando ingenti sprechi”. In altri termini, il suo impatto sociale è spesso scarso. Per questo un paio di anni fa, sulla scia della serie di articoli denuncia pubblicati proprio da The Lancet, è partita la campagna Lancet-REWARD (REduce research Waste And Reward Diligence), con l’intento di diffondere raccomandazioni su cinque aree di potenziali dispersioni dei fondi destinati alla ricerca biomedica:

  • rilevanza delle priorità di ricerca;
  • adeguatezza del disegno dello studio, dei metodi e delle analisi statistiche;
  • efficienza dei processi di regolamentazione e gestione della ricerca;
  • completa accessibilità ai dati;
  • usabilità dei report della ricerca.

 

Nella nostra esperienza di gestione di processi di valutazione della ricerca biomedica, integrare questi criteri nel processo può essere un modo per creare un ponte tra qualità e impatto e garantire, in ultima analisi, maggiori ricadute sulla salute. In ogni caso, è un modo per sperimentare nuovi metodi e soluzioni ai problemi attuali del settore.

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