Science Compass | Bandi competitivi: come evitare di perdere tempo
Chiunque si sia cimentato con un bando competitivo, presentando un progetto per ottenere finanziamenti da un ente erogatore privato o pubblico, non avrà potuto fare a meno di domandarsi se il processo al quale partecipava garantisse davvero una competizione meritocratica, basata su criteri prestabiliti e correttamente enunciati, e preservata da un meccanismo di selezione trasparente e attendibile. Scrivere una domanda di finanziamento è un lavoro necessario per garantire le risorse funzionali allo svolgimento della propria progettualità ma è anche un lavoro oneroso che richiede un ingente investimento di tempo e di energie da parte del richiedente. Per questo, il bando, ossia il documento con il quale un ente erogatore annuncia la disponibilità a finanziare progetti e attività coerenti con i propri specifici obiettivi ed enuncia le regole della competizione, è una sorta di contratto che l’ente stesso si impegna a rispettare.
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Bandi competitivi

Bandi competitivi: come evitare di perdere tempo

Quattro elementi per capire se il bando al quale si sta partecipando è affidabile.

 

Chiunque si sia cimentato con un bando competitivo, presentando un progetto per ottenere finanziamenti da un ente erogatore privato o pubblico, non avrà potuto fare a meno di domandarsi se il processo al quale partecipava garantisse davvero una competizione meritocratica, basata su criteri prestabiliti e correttamente enunciati, e preservata da un meccanismo di selezione trasparente e attendibile.

Scrivere una domanda di finanziamento è un lavoro necessario per garantire le risorse funzionali allo svolgimento della propria progettualità ma è anche un lavoro oneroso che richiede un ingente investimento di tempo e di energie da parte del richiedente. Per questo, il bando, ossia il documento con il quale un ente erogatore annuncia la disponibilità a finanziare progetti e attività coerenti con i propri specifici obiettivi ed enuncia le regole della competizione, è una sorta di contratto che l’ente stesso si impegna a rispettare.

Tuttavia, a valle di ogni selezione competitiva, arrivano immancabili le critiche al sistema e le recriminazioni di coloro che non sono stati finanziati. Facendo la tara alla delusione e alla frustrazione che conseguono il mancato riconoscimento e che generano spesso valutazioni improprie e superficiali, ci sono 4 elementi che ci possono aiutare a capire se il meccanismo al quale decidiamo di aderire, è affidabile.

Le regole del bando sono chiare e non cambiano in corso d'opera

tempistiche, modalità e fasi del processo di valutazione, chi verrà coinvolto nella valutazione – senza violare la confidenzialità dei revisori, criteri di selezione, obiettivi del bando, sono tutti elementi che devono essere dichiarati in maniera inequivocabile all’inizio e non devono mutare in itinere.

Nessuna fuga di notizie durante il processo di valutazione

tutti i soggetti coinvolti nel processo di valutazione devono essere vincolati alla confidenzialità; i sistemi di gestione del bando devono garantire la protezione dei dati e delle informazioni.

C'è sempre un interlocutore designato dall'ente, ossia un gestore del processo con il quale interagire

se non c’è un gestore designato è difficile capire come il bando viene gestito.

C'è sempre un riscontro dettagliato alla fine del processo di valutazione.

Un riscontro puntuale è indicativo del fatto che ci sia stata una vera valutazione e, possibilmente, fornisce suggerimenti costruttivi per la ripresentazione della domanda.

Nella nostra esperienza, queste 4 semplici regole possono aiutare chi cerca finanziamenti a selezionare le iniziative in modo più consapevole, evitando perdite di tempo e frustrazione. Allo stesso modo, questo elenco può essere considerato una specie di check-list che gli enti erogatori possono utilizzare per tutelare la propria reputazione ed eventualmente replicare alle critiche sulla base di fatti e dati tracciabili.

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